Recensione: Shadow and Bone (Tenebre e Ossa) – Leigh Bardugo

Buongiorno!

Ben tornati a tutti coloro che conoscono già questo luogo e benvenuti a coloro che ci sono finiti per la prima volta.

Ho deciso di approfittare della comunicazione della prossima pubblicazione del primo volume della trilogia Grisha di Leigh Bardugo, Shadow and Bone, tradotto da Mondadori e portato qui in Italia come Tenebre e Ossa, in arrivo il 3 novembre. La copertina italiana è quella che potete vedere qui a sinistra, mentre quella posta a inizio articolo è relativa all’edizione originale.

Ho intenzione di portarvi gradualmente la recensione di tutti i volumi usciti finora dell’autrice, compresa la duologia di Six of Crows e King of Scars, in previsione anche dell’uscita, il 30 marzo 2021, di Rule of Wolves, secondo romanzo della duologia di Nikolai.

Si preannuncia un viaggio lungo ma molto interessante, quindi mettetevi comodi e iniziamo assieme questo percorso in uno dei mondi fantasy più suggestivi scritti nell’ultimo periodo da un’autrice decisamente abile e valida.

Buona lettura.

– Mattia

N.B: La recensione sarà per la maggior parte priva di spoiler. Troverete comunque un disclaimer nel punto in cui inizierò a parlare effettivamente di eventi considerabili tali (inizieranno nella parte Analisi e commento , alla fine dell’articolo, quindi fino a quel momento non ce ne saranno).


TRAMA

Ambientato a Ravka, una delle regioni del mondo dei Grisha, Alina Starkov, ragazza orfana che lavora come cartografa per il Primo Esercito, è in procinto di attraversare la Fold (denominata anche The Unsea, cioè il Non-Mare), una lunga distesa di tenebre che attraversa il territorio e taglia in due il regno, nella quale vi sono i volcra, creature che vivono in questa oscurità e che si nutrono della carne di coloro sono costretti ad attraversarla per raggiungere la costa. Durante questa spedizione, nella quale il gruppo di soldati viene attaccato da questi mostri, lei scopre di possedere un potere unico, che potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’intero regno. A partire da questo momento, si troverà catapultata in un mondo completamente nuovo e pericoloso per accrescere le sue facoltà, in mezzo a intrighi e rischi di ogni sorta.

AMBIENTAZIONE E CARATTERIZZAZIONE DEL MONDO

Il regno di Ravka si trova in una posizione politicamente sfavorevole: al di là della sua divisone in due a ovest per via di questa faglia di tenebre, ritrovandosi frammentato e di conseguenza militarmente svantaggiato, è anche fronteggiato da due minacciose potenze: il regno di Shu Han a sud e quello di Fjerda a nord.

Il primo è descritto con chiari riferimenti alle atmosfere orientali (in particolare alla Cina), sia nelle persone che ne abitano le terre, con le fisionomie e le caratteristiche tipiche del mondo asiatico, sia per le tradizioni.

Il secondo è invece una trasposizione delle popolazioni vichinghe, con ambienti ricoperti di ghiaccio e una popolazione dall’atteggiamento ruvido, schivo e molto ancorata ai preconcetti dettati dal culto di Djel, la loro divinità sacra.

Sono inoltre presenti, dall’altra parte del Vero Mare (The True Sea) altri territori, come Novyi Zem e Kerch: il primo una terra che trae ispirazione dalle colonie americane e dall’Australia, famosa per il suo popolo dalla pelle scura e dalla bellezza gioviale e vigorosa, che vive pacifico, libero di prosperare e lontano dalla guerra; Kerch invece è un’isola specializzata nel commercio con tutti gli altri territori e molto legata allo scambio e al denaro, distante dalle religioni e non ha valori sacri al di là della compravendita.

L’elemento principale di questa narrazione è sicuramente l’ordine dei Grisha, che costituisce il Secondo Esercito, e assieme al Primo (composto invece dai soldati senza poteri) formano l’esercito di Ravka. Essi sono strutturati secondo uno schema gerarchico (denotato anche attraverso il colore del kefta, ossia l’uniforme che ciascuna categoria indossa per distinguersi dalle altre) descritto nel seguente modo:

  • Corporalki: sono coloro che manipolano la vita e la morte e si dividono rispettivamente in Healers e Heartrenders. Sono quindi in grado ad esempio di guarire le ferite, controllare il battito cardiaco, il flusso sanguigno, il sistema respiratorio e in generale hanno quindi a che fare con le funzioni umane.
  • Etherealki: detti anche Convocatori, controllano gli elementi della natura e al loro interno sono organizzati in Inferni (manipolatori del fuoco), Squallers (manipolatori del vento) e Tidemakers (manipolatori delle acque). Appartengono a questa categoria, almeno nominalmente, anche il Darkling e la Sun Saint.
  • Materialki, che gestiscono i materiali, come ad esempio i metalli e i veleni, e sono in grado di creare sostanze e oggetti a partire da questi. Sono divisi in Durast (corrispondenti ai nostri ingegneri) e Alkemi (chimici). Sono chiamati anche Fabrikators, in quanto appunto fabbricano componenti a partire da materiali reperibili in natura. A questa classe appartiene anche l’unica Tailor presente nella storia, Genya Safin, di cui vi parlerò nella parte dei personaggi.

Ciascuna categoria è distinta dal colore dell’uniforme, chiamata kefta, che a sua volta identifica la specialità mediante il colore della bordatura dell’abito, come potete vedere nelle immagini qui sotto. I ruoli unici (Darkling, Sun Summoner e Tailor) hanno una divisa differente da tutti gli altri.

L’aspetto interessante di questa costruzione dei poteri dei Grisha è la connotazione scientifica che viene loro affidata: si dice infatti che loro applichino la Piccola Scienza (Small Science) discostandosi fermamente dal concetto di magia (merzost), spesso indicata come abominio e come limite da non superare, in quanto va a sovvertire l’ordine naturale tra vita e morte e della creazione stessa.

Molti sono gli elementi presi dalla cultura russa, come vi anticipavo prima, ad esempio il recupero del periodo zarista per la scelta della forma di governo, o anche il grande risalto ad esempio dato al culto dei santi, attorno ai quali aleggia un’atmosfera di superstizione e di ammirazione profonda.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Alina Starkov: protagonista della trilogia. Inizialmente viene descritta come la tipica ragazza non particolarmente avvenente o con doti singolari. Cresciuta nell’orfanotrofio di Keramzin, all’inizio della vicenda è una soldatessa del Primo esercito, dove lavora come cartografa. Si trova in procinto di attraversare per la sua prima volta il Non-mare, ossia il deserto di oscurità infestato dai volcra.

Viviamo la vicenda mediante il suo punto di vista, quindi attraversiamo con lei il suo percorso di crescita mediante l’addestramento, le difficoltà che incontra nel gestire il suo potere e in questa nuova consapevolezza di sé che la condurranno a cambiare sia in quanto grisha che come persona, in un conflitto perenne tra desideri, brama di potere e legami tra passato, presente e futuro.

Darkling: è l’essere più potente tra tutti i Grisha in quanto è l’unico in grado di controllare l’oscurità. Si è posto per questo motivo l’obiettivo di riuscire in qualche modo a dissolvere definitivamente il Non-mare per poter riunire Ravka, grazie anche all’aiuto dei Grisha, di cui è il comandante.

Si tratta di una figura affascinante e che incute un reverenziale timore per le sue capacità e il suoi modi inflessibili, i suoi sguardi taglienti e il potere che effettivamente detiene all’interno del regno, oltre alla sua avvenenza e misteriosità. Nonostante questo, vive una condizione di marginalità e di solitudine, essendo unico nel suo genere e non potendo di conseguenza appartenere effettivamente ad alcun gruppo.

Non appena viene a sapere del potere di Alina, che si rivela fondamentale per la sfida che ha davanti, lui la prende sotto la sua protezione e decide di condurla a Os Alta, nella capitale, per poterla allenare assieme agli altri Grisha, in modo da affinare le sue conoscenze e controllare completamente la convocazione della luce.

Malyen Oretsev: proveniente anche lui dall’orfanotrofio di Keramzin, è amico d’infanzia di Alina e si trova come lei nel Primo Esercito, sebbene sfrutti le sue doti di cacciatore e non lavori come cartografo.

Fisicamente prestante, di bell’aspetto e abile in combattimento, riceve attenzioni e rispetto da parte dei soldati nell’esercito, grazie anche al suo carattere espansivo.

In seguito alla scoperta dei poteri di Alina, Mal cade in una situazione di conflitto e crisi interiore, provando un senso di inferiorità nei confronti dell’amica, che era abituato a proteggere e a vedere come una ragazza debole e incapace di difendersi.

Le strade dei due protagonisti presto si dividono per poi seguire ciascuno il proprio sviluppo durante il romanzo.

Genya Safin: grisha con il peculiare potere di Tailor (Sarta), ossia ha la capacità di alterare l’aspetto di una persona attraverso l’utilizzo di polveri e unguenti, così come una spiccata conoscenza dei veleni e delle sostanze in generali (è infatti accostata ai Fabrikator).

Fin da subito descritta come un personaggio di una bellezza unica e strabiliante, quasi inumana per la sua perfezione, lavora presso la corte del re (in particolare per la regina e le sue dame), venendo di conseguenza ritenuta inferiore dagli altri grisha per la relativa inutilità del suo potere in combattimento e allo stesso tempo vista con diffidenza dalla corte in quanto grisha (ossia, secondo il pensiero comune, una strega). Intreccia i primi rapporti con Alina proponendosi di aiutarla a migliorare il suo aspetto e seguirla nel suo inserimento quando questa arriva a corte.

Zoya Nazyalensky: squaller dalle grandi capacità, si rivela essere una ragazza tanto potente quanto competitiva e stizzita è la sua indole. Favorita del Darkling e mandata spesso in missione per la sua affidabilità e la sua intraprendenza, incute paura a buona parte degli studenti grisha della capitale a causa della sua aggressività e diviene presto la principale rivale di Alina.

Per metà Suli, ha occhi azzurri e una folta chioma corvina e la sua bellezza contrasta con il suo carattere, rendendola tanto irresistibile quanto pericolosa.

Astuta, vendicativa, ambiziosa e capace di gesti puramente cattivi, è comunque molto intelligente e fedele a Ravka.

David Kostyk: Dal viso emaciato e dal fisico esile, David è un durast estremamente intelligente e inventivo e preferisce la compagnia delle sue creazioni rispetto a quella delle persone.

Molto tranquillo e silenzioso, è spesso distratto durante le conversazioni e pensa costantemente e migliorie e nuovi esperimenti da condurre attraverso la conoscenza e la manipolazione dei materiali.

Sebbene non gli venga dato molto spazio in questo primo romanzo, è chiaro come assuma il ruolo dello scienziato dotato e rappresenti effettivamente una delle menti più abili all’interno dei Grisha.

ANALISI E COMMENTO

La trilogia grisha presenta diversi spunti di riflessione e criticità che vale la pena analizzare: per questa recensione mi soffermerò solamente sugli elementi del primo libro, rimandando ulteriori discussioni quando pubblicherò la recensione dei seguiti.

Saluto quindi tutti coloro che non hanno ancora letto il libro e non hanno intenzione di saperne di più prima che lo abbiano fatto, nella speranza che tornino in seguito per avere magari un riscontro, e invito a continuare invece coloro che lo hanno già letto o a cui comunque non infastidiscono le anticipazioni.

Attenzione: da qui entro nella parte spoiler.

Alina inizialmente sembra ricalcare lo schema ormai fin troppo noto del personaggio femminile dei libri fantasy per ragazzi: non particolarmente abile, di aspetto comune e molto insicura di sé. Non pare avere un carattere particolarmente interessante e ogni decisione è pervasa da innumerevoli dubbi.

Questo fortunatamente cambia quando lei scopre di avere un potere unico, ossia poter convocare la luce. Questa scoperta e in seguito l’addestramento che la porta a governare le sue capacità per poterle sfruttare al meglio risultano essere anche i mezzi attraverso i quali lei compie una crescita personale, che si svilupperà ulteriormente nei due successivi libri: la bellezza, che prima rappresentava per lei il metodo di distinzione più importante per una ragazza comune, diventa un fattore secondario nella determinazione di sé e prende spazio una consapevolezza nuova e più matura. Inizia a fare affidamento unicamente sulle sue capacità, per poter anche rappresentare suo malgrado la figura di riferimento che il popolo inizia a vedere in lei. Inizia a chiedere il suo posto nel mondo con voce sempre più ferma e supera ogni ostacolo che le viene posto davanti.

Il Darkling si scopre essere molto diverso da come lui si dichiarava: creatura presente da centinaia di anni, non vuole distruggere il mare di oscurità, quanto piuttosto controllarlo per poterlo sfruttare e piegare Ravka e i territori attorno a sé, in modo anche da riscattare l’ordine dei grisha e soggiogare il popolo che per lungo tempo ha discriminato e attaccato il suo ordine.

Questo colpo di scena è molto interessante in quanto conferisce un senso di antichità alla sua figura, rendendolo un personaggio malvagio, subdolo e capace di manipolare chiunque possa ritenere utile per raggiungere il suo scopo: sfrutta ad esempio Genya, costringendola a servire la regina e la corte per poter accumulare informazioni utili per lui, ignorando gli abusi sessuali che lei riceve per mano del re e convincendola a stare al suo gioco; inganna Alina stessa, per poter utilizzare il suo dono in modo da contenere il Non-Mare e, quando scopre che lei non è chi lui pensava che fosse, ovvero una ragazza soggiogabile e debole, decide di renderla schiava, legandola a un potere che va ben oltre le semplici abilità grisha mediante il collare di Morozova, amplificatore unico nel suo genere, piegandola alla sua volontà. Non conosce limiti e la sua brama di potere è stata la causa stessa della nascita della faglia di oscurità, in quanto ha oltrepassato i confini della creazione e della natura utilizzando il merzost, ossia una sorta di magia nera che è collegata alla corruzione del normale ordine delle cose e dell’equilibrio tra vita e morte.

A proposito del Darkling, un’ulteriore problematica che viene fortunatamente risolta è il cliché del triangolo amoroso, onnipresente nei libri per ragazzi e normalmente gestita molto male o comunque non necessaria.

Dall’inizio del libro vediamo infatti come il rapporto tra Mal e Alina sia molto profondo e consolidato, grazie all’infanzia comune a Keramzin, ma quando viene introdotto il comandante del Secondo Esercito assistiamo a un graduale avvicinamento di lui e Alina, sia per la similitudine dei loro due poteri, che sembra collegarli indissolubilmente, sia per l’opera di romanticizzazione del cattivo, altra nota dolente che viene aggirata nel corso del libro.

Scrivo che il triangolo si risolve perché effettivamente questo cessa di esistere nel momento stesso in cui si scoprono le vere intenzioni del Darkling, perché in quel momento Alina scopre che è stata solamente usata e che tutti i gesti e i comportamenti del generale erano finzioni e stratagemmi per ottenere quello che cerca. Anche il punto della romanticizzazione si risolve qui perché le bugie del Darkling annullano le caratteristiche positive che fino a quel momento gli erano state attribuite, oltrepassando un errore piuttosto comune che avrebbe reso problematici la lettura del libro e il suo apprezzamento.

Un elemento estremamente coinvolgente, al di là del sistema magico basato sulla scienza e con regole precise che rimangono in armonia con la natura e l’ordine generale esistente, è la scelta di utilizzare la cultura ortodossa russa per il pantheon dei santi, i cui miracoli in realtà nascondono talvolta nient’altro che la scienza grisha stessa. La loro caratterizzazione è suggestiva e troverà spazio anche nei libri successivi (rimando a tal proposito alla recentissima uscita di “The Lives of Saints”).

Al contrario di come spesso accade nei fantasy, i Grisha non sono un’élite della società, quindi non godono di particolari privilegi o trattamenti di favore, ma al contrario sono visti da sempre con disprezzo, diffidenza e timore. A Shu Han vengono ad esempio catturati e uccisi per esperimenti di laboratorio, per studiarne i corpi e capire cosa abbiano di diverso rispetto al popolo comune, mentre a Fjerda vengono cacciati come streghe, catturandoli, processandoli (risultando sorprendentemente sempre colpevoli) e giustiziandoli. A Ravka possono vivere senza il rischio di essere perseguitati, ma sono comunque costretti a combattere per il Secondo Esercito come se fossero servi, venendo allontanati fin da giovani (quando viene scoperto il loro potere, spontaneamente o tramite appositi grisha amplificatori, in grado di indurre la manifestazione del potere) dalle proprie famiglie e condotti al palazzo per allenarsi e imparare a servire la corona. Sono quindi una classe di emarginati, separati al loro interno e malvisti dalla popolazione, pur essendo molto potenti e fedeli al loro regno.

In chiusura devo dire che questo primo libro della trilogia presenta certamente un’identità non estremamente solida e completamente definita, perché sotto certi aspetti si accomuna a molte altre saghe per ragazzi, ma ha una potenzialità e un’inventiva nell’organizzazione del mondo tale da accattivare il lettore e a spingerlo a una scoperta degli avvenimenti e di come i vari elementi si combinino nella narrazione, grazie anche allo stile elegante e notevole della scrittrice, che peraltro migliora nel tempo.

Il mio consiglio è quindi quello di dargli una possibilità, specie per il grande salto di qualità che Leigh Bardugo compie nel corso della serie e dei libri successivi.


Disclaimer: le immagini usate in questa recensione non sono di mia proprietà. Tutti i diritti rimangono appartenenti ai loro creatori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...