Pedaggio (Toll)

(English version below)

Buongiorno e ben tornati sul blog.

Oggi ho intenzione di proporvi una nuova poesa, intitolata Pedaggio. A differenza delle altre volte, però, ho deciso di seguire un consiglio molto utile ricevuto qualche tempo fa: anziché porre il commento e la breve analisi della poesia prima d’essa stessa, questa volta li troverete solamente dopo la visione del testo. In questo modo, come mi è stato fatto notare, la lettura non sarà influenzata dalla mia descrizione e potrà risultare più pura. Dopodiché, se lo riterrete necessario o vi incuriosirà, potrete quindi dare un’occhiata al seguito.

Poiché penso sia un sistema migliore di quello adottato finora, aggiornerò gradualmente le vecchie poesie in modo da rispettare questo schema. Qualora aveste qualche feedback sui due diversi modi di impostare gli articoli, li riceverò con piacere, in modo anche da potermi orientare eventualmente verso la versione che preferite o ragionare sulla commistione dei due sistemi.

Vi auguro intanto una buona giornata e una buona lettura.


Il tema centrale di questa poesia è il valore del nostro corpo e il peso che noi gli diamo: viviamo in una società ipersessualizzata, dove ci vengono proposti modelli e gestualità che mettono al centro l’erotismo e la sensualità dell’immagine, ponendo per di più talvolta dei riferimenti che non corrispondo a situazioni raggiungibili o realistiche dalla maggior parte della popolazione. Si creano di conseguenza, oltre alle svariate insicurezze del caso, le condizioni che favoriscono il rischio di una pulsione particolarmente spiccata e indotta, che sfocia in certe situazioni alla perdita del valore dell’atto sessuale, divenendo un gesto prettamente meccanico, da consumare quasi come convenzione sociale e ripetuto alla ricerca di un piacere che sfuma velocemente, lasciando nient’altro che un peso sul cuore, definito nella poesia come pedaggio, ossia il prezzo che la nostra emotività è costretta a pagare per un’azione che si rivela magari non voluta nel profondo.

La materialità della nostra persona diviene così una merce, un prodotto esposto al libero mercato, talvolta svenduto, in nome di un istinto di uniformità, per adeguarsi a un contesto che spinge a dover raggiungere certi traguardi per essere accettati. Il corpo diventa la variabile da utilizzare per la soluzione, la moneta con cui accedere a ciò che si reputa sia la propria soddisfazione.

Questo testo non deve rappresentare necessariamente un pensiero da condividere, quanto piuttosto la deriva di un comportamento, un’estremizzazione (che si basa in ogni caso su fenomeni presenti davvero all’interno della società, soprattutto nei più giovani, in quanto non ricevono una vera formazione sessuale mirata alla consapevolezza e di pari passo alla crescita dell’individuo in modo equilibrato) che possa essere utilizzata come spunto di riflessione sulla direzione che i nostri comportamenti stanno prendendo, in relazione alla sfera personale di ognuno e alle conseguenze delle nostre scelte.

– Mattia


Good morning and welcome back.

Today I would like to propose you a new poem, titled Toll. This time, though, I decided to follow a very useful suggestion I received some time ago: instead of putting the comment and the analysis of the poem before the poem itself, you will find them afterwards. This way, as it was pointed out to me, the reading will not be influenced by my description and it will result being purer. Then, if you find it necessary or you are curious about it, you will be able to read my following words.

Since I think this might be a better solution than the one I have been using up to now, I think I will gradually update the old poems on here, so that they will be coherent with this scheme. In case you have any feedback on the two different methods, let me know (I would be glad to receive them), so that I can choose what would be the best solution adjusting to your feedback.

Meanwhile, I wish you a great day and to enjoy the reading.

The central topic of this poem is the value of our body and the perception we have of it: we live in an ipersexualised society where we are proposed models and gestures which highlight erotism and the sensuality of the image, setting standards that do not match the actual situation of most of the people. This brings, as a consequence, apart from many insecurities, a sensitive sexual drive which in certain situations ends up in the loss of value of the sexual act, turning it into a mechanical gesture to be consumed almost as part of our social conventions and repeated looking for pleasure that fades away right after, leaving nothing but a heavy heart, defined as toll in the poem, which means the price our emotions are forced to pay for something that deep inside we might not really desire.

This way the material part of our identities becomes goods, sometimes sold out, in the name of an istinct of uniformity, to adapt to a context that pushes to reach certain goals to be accepted. The body becomes the variable used to find a solution, the currency to access what we believe is our satisfaction.

This text does not necessarily represent a thought to agree with, rather the outcome of a behaviour, an extreme reading of the situation (which is actually based on phenomenons inside our society, especially among young people) that shall be used as the starting point of a reflection about the direction our behaviours are taking, in relation to everyone’s personal sphere and the consequences of our choices.

– Mattia

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