Uomini-macchine (Men-machines)

(English version below)

Buongiorno e ben ritrovati.

Torno da voi, dopo una lunga assenza, grazie alla fine della sessione estiva d’esami, che mi permette di avere più tempo a disposizione per scrivere qui. Spero che quest’estate stia procedendo per voi nel migliore dei modi possibili.

Ho deciso di inaugurare questo ritorno con una nuova poesia, che come potete vede dal titolo dell’articolo si chiama Uomini-macchine.

Al centro troviamo in questo caso il rapporto dell’individuo nei confronti della società odierna: in questo caso l’io narrante si paragona e descrive come un vecchio automa arrugginito e guasto, colto da un malessere sistemico, che si rivela essere non tanto un dolore fisico o tecnico bensì un male intrinseco nella sua stessa esistenza, nella sua condizione. Sfruttato dalla società come una macchina che ha il solo scopo di produrre, prima di essere scartato e lasciato a se stesso, si rende conto della tossicità dell’ambiente in cui vive e del modo in cui passa i suoi giorni, a differenza dei suoi compagni, che paiono svolgere le loro mansioni senza porsi alcun dubbio, e che pertanto definisce uomini-macchine, poiché confondibili con gli artifici meccanici di tutti i giorni, depauperati di ogni traccia di umanità.

Spero che la lettura sia di vostro gradimento. Qualora abbiate osservazioni, vi invito a lasciare un commento qui sotto o di raggiungermi attraverso uno qualsiasi dei canali che vi ho messo a disposizione nel menu Contatti.

Buona giornata.

– Mattia


Good morning and welcome back.

I am finally back, after quite a long absence, thanks to the end of the exams, which gives me some free time to write here. I hope you are doing well and you are having a great summer, even under these circumstances .

I decided to celebrate with a new poem named (as you can see in the title) Men-machines.

The topic in this case is how an individual behaves with society: the subject narrating compares himself with an old automaton, rusty and broken, caught by a systemic illness, which turns out not to be a physical pain but a disease intrinsic in his existence and condition. Exploited by society as a machine with the only goal of producing before being rejected and left by itself, he realizes how toxic his enviroment is and how he spends his time, while his companions seem to follow their tasks without any doubt about their reason to exist and do what they do, which leads the narrator to define them men-machines, as they are basically as the artificial objects we can find in our daily life, impoverished of any trace of humanity.

I hope you will enjoy the reading and if you have any comments or suggestions, I invite you to write here below or to reach out to me in any other social media I put in the Contatti menu.

Have a nice day.

– Mattia

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