Recensione: SKAM Italia (stagione 3)

Buongiorno a tutti.

Per tenervi compagnia durante questo periodo di quarantena, ho deciso di recensirvi la terza stagione di SKAM Italia, progetto ultimamente attraversato da non poche polemiche per la scelta di TIMvision di averne rimosso la fruibilità gratuita, rendendone la visione possibile esclusivamente agli abbonati, andando quindi contro il principio stesso alla base di SKAM, visto come serie gratuita e atta a focalizzarsi sulle problematiche adolescenziali contemporanee. Tuttavia, i diritti sono stati acquistati recentemente da Netflix, che l’ha resa disponibile da gennaio sulla sua piattaforma, confermando anche una quarta stagione, che vedrà come protagonista Sana.

Buona lettura e buona giornata.

– Mattia

P.S.: Come potete notare, ho cambiato la grafica del sito per renderla un po’ più accattivante. Spero vi piaccia 🙂


Eleonora Sava, interpretata da Benedetta Gargani

DISCLAIMER: sono presenti spoiler in questa recensione, quindi proseguite a vostro rischio e pericolo.

Che dire di questa stagione? Decisamente sotto tono, tanto per cominciare: si percepisce già dalle prime puntate che manca il tocco artistico che nelle due precedenti stagioni aveva reso la versione italiana di SKAM tra le preferite del pubblico (anche quello estero), e la sensazione si conferma proseguendo nella visione.

Vediamo in questo caso come protagonista delle vicende Eleonora, alle prese con Edoardo, a partire dagli avvenimenti della seconda stagione, dove si era iniziato a delineare un legame tra i due.

Costretta dalla promessa che la ragazza aveva fatto a lui e dal ricatto a cui lui ricorre per convincerla, decide di accettare restia l’invito da lui offerto, e si incontrano. Sebbene le cose non sembrano andare molto bene, si percepisce come Eleonora inizi a vederlo con occhi diversi e a domandarsi su chi sia lui davvero.

Eleonora ed Edoardo che rispettano il metro di distanza ancora prima che divenisse ufficiale. Dei bravi figliuoli, insomma.

A partire da questo punto affrontiamo nelle varie puntate lo svilupparsi della loro storia sentimentale, attraverso numerose difficoltà e vicende che mineranno il loro rapporto.

Il problema che ho trovato personalmente piuttosto rilevante in questa stagione risiede proprio nei due protagonisti: risultano troppo deboli e troppo poco carismatici per ricoprire il ruolo che gli è stato affidato, e questo risulta evidente nei loro dialoghi, intervallati da pause che spezzano il ritmo in modo piuttosto sgradevole o che talvolta lasciano con un senso di confusione e incompletezza. Anche l’interpretazione degli attori mostra una fragilità, che sicuramente potranno aggiustare con l’esperienza e il tempo nella loro carriera, ma in questo caso fanno vacillare ulteriormente un equilibrio già precario.

Il ripetersi delle dinamiche tra i due con il tempo risulta estenuante e raggiunge anche momenti di tedio: nella prima parte, lui flirta usando l’ironia e la provocazione, mentre lei si comporta da dura e reagisce in modo glaciale, pur in realtà cedendo gradualmente alle sue avances; nella seconda, quando la loro relazione è ormai consolidata, lei tenta continuamente di farsi strada in mezzo alla riluttanza di Edoardo e alle sue problematiche, sempre con le stesse frasi e le stesse metodologie.

Solo a me questa scena sa di già visto? Carina eh, ma un po’ banale

Un problema che è stato sicuramente accentuato dall’eccessivo spazio che è stato dato ai due personaggi, oscurando notevolmente le vicende attorno a loro e alle altre figure della serie, a differenza delle due scorse stagioni (sebbene già nella seconda questo schema stesse sorgendo, esso reggeva grazie ai due protagonisti e alle loro dinamiche).

Eleonora e Riccardo presentano una caratterizzazione piuttosto blanda e stereotipata: entrambi si mostrano come i ragazzi più maturi, che sono dovuti crescere prima degli altri per le loro difficoltà nell’ambito familiare, ma il loro sviluppo si ferma pressoché qui. Edoardo incarna il classico ragazzo scontroso, sbruffone e famoso nella scuola che in realtà nasconde un lato emotivo e fragile per i suoi trascorsi personali e per la mancanza di affetto che sente (condito con accessi d’ira di tanto in tanto, per non farci mancare nulla), mentre lei al di fuori della sua corazza da ragazza indipendente e forte non mostra praticamente nient’altro di sé, se non la sua reazione a quello che le succede verso le seconda metà della stagione.

L’unico momento forse davvero valido e che mette in luce il vero stile e il messaggio di SKAM è infatti proprio quando Eleonora teme di essere stata violentata dal fratello di Edoardo.

Qui si può vedere come, attraverso anche una fotografia dai toni più freddi, lei si chiuda in se stessa, cercando di ricordare cosa sia accaduto, dando spazio al tema dell’abuso sessuale e del ricatto psicologico che subisce talvolta la vittima, tramite foto scattate o intimidazioni verbali. Un tema che viene affrontato comunque con un certo spazio e di cui viene trasmesso il messaggio positivamente, ossia l’importanza di non affrontare queste cose da soli, di affidarsi a qualcuno che si ha vicino e di non cedere a ricatti ulteriori.

Peccato che il momento venga rovinato dal comportamento poco comprensibile di Edoardo, che quando viene a sapere quello che è successo si allontana da lei, ferito (abbastanza bizzarro, a mio avviso).

Non ho inoltre capito perché Eleonora non sia andata subito a chiedere all’amica del fratello di Edoardo (che si trovava a letto assieme ai due nel momento del risveglio della protagonista) cosa sia effettivamente accaduto, anziché aspettare così tanto per poi effettivamente andare a parlarle e scoprire la verità. Una scelta forse servita unicamente ad allungare il momento di tensione e la risoluzione del conflitto? Chi lo sa.

Per quanto riguarda la parte tecnica, penso che la fotografia si sia mantenuta a un livello buono, sebbene forse le sfocature delle inquadrature fossero un po’ troppo frequenti (ma questa è una scelta stilistica), interpretando comunque diligentemente la scelta dei toni e dei colori in base allo stato d’animo dei personaggi.

Differente discorso per la musica e la sceneggiatura: la prima risulta in questa stagione più assente e, quando inserita, meno coinvolgente e adatta ai momenti mostrati; la seconda invece rende il tutto meno realistico, a causa (come detto qualche paragrafo prima, qui sopra) di dialoghi piuttosto traballanti e in certe situazioni poco verosimili o ripetitivi.

In conclusione, questa stagione si rivela piuttosto deludente, rispetto almeno agli standard a cui ci si era abituati con le due precedenti, e pur essendo partito con le migliori intenzioni, mi sono ritrovato con l’andare delle puntate sempre meno interessato e più infastidito dai comportamenti poco verosimili e poco coinvolgenti dei personaggi, impedendomi di godermi una serie che finora mi era parsa molto valida.

La speranza è che la prossima stagione sia per la produzione un’occasione di risollevarsi e correggere queste imperfezioni per restituire lo SKAM Italia che tutti conoscevamo.

Nel frattempo, per me è no.

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