Recensione: Love, Death & Robots

Buonasera a tutti e ben ritrovati!

Oggi tratterò di una serie di Netflix semplicemente mindblowing: come potete vedere dal titolo, sto parlando di Love, Death & Robots, uscita il 15 marzo di quest’anno.

Buona serata e buona lettura.

– Mattia


Essa, prodotta da Joshua Donen, David Fincher, Jennifer Miller, and Tim Miller, è costituita da puntate create da compagnie provenienti da svariati Paesi e indipendenti le une dalle altre, sebbene si abbiano i tre il fili conduttori espressi dal titolo, ovvero l’amore, la morte e la robotica: nella maggior parte degli episodi si hanno infatti scenari futuristici dove la tecnologia ha avuto uno sviluppo straordinario, in simbiosi con la quotidianità a un livello ancora più profondo di quello odierno.

LD&R (1)

Alcune di queste puntate, inoltre, sono a dir poco visionarie, ovvero toccano le sponde dell’immaginario e della fantasia quasi folle per raccontare storie in maniera originale e caratteristica, oltre a lanciare talvolta messaggi di denuncia o di attenzione su certe tematiche, come la violenza sessuale e l’ipersessualizzazione in generale, il danno ambientale, il valore dell’arte e altro ancora.

Gli elementi che di non certo non possono non essere menzionati sono la spettacolarità, la bellezza e la qualità dell’animazione e degli effetti speciali, dove lo spettatore non può fare altro che ammirare un prodotto chiaramente curato e strutturato in maniera accattivante ed eccezionale.

LD&R (2)

Qualche episodio, a causa della durata molto breve o per il modo in cui è stato costruito, lascia purtroppo una sensazione di insoddisfazione e di coinvolgimento troppo superficiale (come ad esempio Sucker of souls The dump), scorrendo senza un’effettiva stimolazione di chi guarda.

Altri invece sono particolarmente affascinanti e interessanti: personalmente ad esempio ho apprezzato molto Sonnie’s Edge, per l’adrenalina del combattimento e per il finale sorprendente, e Good Hunt, per l’atmosfera orientaleggiante e il modo di affrontare la rinascita in seguito all’abuso, attraverso anche l’utilizzo della tecnologia, ma anche The witness, per citarne un altro, con i suoi colori accesi, la grafica confusionaria e in continuo movimento e il paradosso con il quale si svolge la vicenda, si dimostra di valore e coinvolgente.

LD&R (3)

In generale la serie si mostra come un ottimo oggetto d’intrattenimento, grazie anche alla durata media degli episodi piuttosto breve (arma che, come scritto in precedenza, si rivela però a doppio taglio), e che allo stesso tempo riesce a evidenziare argomenti in realtà attuali, esposti in chiave originale e suggestiva, colpendo nel centro l’obiettivo.

LD&R (4)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...