Recensione: Boy Erased – Vite cancellate

Buon pomeriggio a tutti e buona domenica.

Prima di addentrarmi nella recensione di oggi, penso di dovervi delle scuse, da aggiungere a quelle che vi ho fatto nell’ultima recensione.

Sono stato assente per più di una settimana, trascurando la pubblicazione dei contenuti a cui dovrei tenere fede. Purtroppo questo è derivato da una serie di eventi, tra cui il ritorno qui in Francia, che mi ha impedito di concentrarmi sulla scrittura e sul blog, sia a livello di tempo che di umore, e piuttosto di pubblicare qualcosa di abbozzato o di scarso valore, preferisco attendere per tornare a essere nel pieno delle mie capacità.

Ora siamo qua, e con calma si torna in carreggiata e a regime!

Questa, in particolare, è la recensione di domenica scorsa, slittata ad adesso.

Spero che questa mia mancanza possa essere ricolmata dai futuri articoli, che cercherò sempre più di condividere con cura e attenzione, per potervi proporre contenuti di qualità.

Detto questo, tuffiamoci in questa recensione di Boy Erased – Vite cancellate, uscito il 14 marzo.

Buona proseguimento della giornata e buona lettura.

– Mattia


Scritto e diretto da Joel Edgerton (che interpreta anche il ruolo di Victor Sykes), il film è tratto dalla storia vera di Garrard Conley. Esso narra la vicenda di questo ragazzo dell’Arkansas, Jared (Lucas Hedges), figlio di un predicatore battista, che si scopre omosessuale. Al momento del coming out con i genitori, questi non accettano la rivelazione del figlio e, attraverso l’intervento di altre due figure religiose di spicco della sua chiesa, gli pongono di fronte due possibilità: riconvertirsi all’eterosessualità, attraverso una terapia di recupero, o lasciare la loro casa, in quanto la sua natura risulta incompatibile con la loro fede.

Di fronte a questo bivio, Jared accetta di intraprendere questo percorso, abbastanza convinto di poter cambiare, chiamato “Rifugio”, del campo “Love in Action”, gestito da Victor, terapeuta.

Boy erased (1)

La vicenda mette in luce gli aspetti più oscuri delle terapie di conversione e il modo di vivere la propria diversità in un contesto sociale e familiare di stampo fortemente religioso, dove la stabilità e le amicizie vacillano e si sgretolano qualora non si risponda al modello demandato.

Attraverso il ragazzo viviamo gli eventi che hanno segnato, sia in positivo che in negativo, la sua crescita personale e l’accettazione della sua stessa identità. La cura stessa alla quale è costretto a sottoporsi fungono da punto di partenza per un’indagine dei suoi ricordi, del suo passato e del suo modo di vedere se stesso e gli altri.

Boy erased (4)

All’interno del centro di terapia incontriamo diversi personaggi, ognuno dei quali affronta l’esperienza in modo differente, dal subire passivamente le istruzioni al trovare un modo per eludere il sistema, recitando una parte per sembrare in fase di “guarigione”. La metodologia stessa di questo programma risulta sempre più controversa, basata sullo sfogo della rabbia e sull’espressione della violenza e dei sentimenti negativi nei confronti dei propri cari, dei quali viene richiesto inoltre di ritrarre i “vizi” in una sorta di albero genealogico, mettendo a nudo in questo modo aspetti personali e intimi.

Il procedere degli eventi è piuttosto didascalico, con una serie di flashback del protagonista cadenzati con costanza lungo la narrazione, inducendo un effetto di lieve stonatura durante la visione, dall’apparenza eccessivamente strutturata.

Boy erased (3)

Un’evoluzione ulteriore a cui assistiamo è quella della madre del giovane (Nicole Kidman): da donna assoggettata al soffocante paternalismo e al carisma del marito, trova gradualmente consapevolezza del suo ruolo e spazio, prendendo coscienza sia di sé che di ciò che sta accadendo a suo figlio, e di come la sua stessa inazione abbia provocato la sofferenza di Jared.

Boy erased (2)

Il padre (Russel Crowe) viene ritratto come solenne e fermo nella sua visione della vita, convinto della naturalità dell’amore eterosessuale come unica soluzione accettabile, sebbene con il susseguirsi degli eventi si renda conto di cosa voglia dire davvero perdere il proprio figlio, vivendo un conflitto tra l’amore che prova per lui e i valori che professa nella sua predicazione. Un personaggio all’apparenza di pietra, ma che lascia trapelare, attraverso un momento di vulnerabilità in una delle scene finali, il dramma interiore e il suo tentativo di accettazione della realtà con cui deve fare i conti.

Una narrazione che non scade nel sentimentalismo estremo e che ritrae eventi purtroppo tuttora presenti con lucidità e con il giusto carico emotivo a seconda della scena. Un peccato che non vengono analizzati nel dettaglio gli altri partecipanti del “Rifugio”, utilizzati piuttosto come ulteriore mezzo per lo sviluppo di Jared.

Un film quindi che ricorda a cosa può condurre la non accettazione della diversità e che ci invita a compiere un esame di coscienza sul valore della nostra libertà individuale, indipendentemente dalla nostra sessualità, che deve essere vista come elemento naturale di una persona, anziché come una malattia o un male da curare ed estirpare.

Boy erased (5)

4 risposte a "Recensione: Boy Erased – Vite cancellate"

      1. Alla stragrande! 🙂 E lo stesso vale per Warrior, altro splendido film di Edgerton che ho anche recensito nel mio blog. Grazie per la risposta! 🙂

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...