Recensione: SKAM Italia (stagione 1)

Buonasera,

oggi voglio parlarvi di una webserie ultimamente sulla bocca di tutti: si tratta di SKAM, in particolare la versione italiana, remake del successo norvegese (che non ho visto, e pertanto non mi è possibile fare dei paragoni).

In questo articolo mi concentrerò sull’analisi della prima stagione, mentre la seconda verrà affrontata separatamente.

Buon proseguimento della serata e buona lettura.

– Mattia

skam italia 1

Ci troviamo nella Roma dei giorni nostri e ci vengono presentate le vite di alcuni adolescenti del terzo anno del liceo J. F. Kennedy. Eva, ragazza che prima si trovava nella succursale, con il trasferimento nella sede principale è pronta per un nuovo inizio, assieme al suo ragazzo, Giovanni, e al migliore amico, Martino, le uniche persone rimaste al suo fianco: in seguito ad alcune vicende, infatti, lei ha perso tutti i legami e i contatti. Sentendosi sola e incoraggiata da Giovanni, decide di conoscere altri studenti, e incontra così le ragazze con cui stringerà un forte legame amicizia: Sana, ragazza musulmana con il padre tunisino e la madre pescarese, dal carattere deciso e sveglio; Silvia, conosciuta nel bagno di una discoteca; Federica, incontrata assieme a Silvia e dall’atteggiamento solare e spigliato; Eleonora, trasferitasi da poco nella nuova scuola e presentata come intelligente e sostenitrice delle amiche.

skam italia 2

Nella prima stagione, quindi, vediamo quello che accade attraverso il filtro degli occhi di Eva, e di conseguenza alcuni comportamenti dei personaggi vengono percepiti in maniera differente da come essi effettivamente sono. Si scoprono solo gradualmente infatti i motivi che spingono i protagonisti ad agire secondo la loro indole e lo svolgimento degli eventi fa sì che anche noi, come Eva, veniamo a conoscenza solamente di una verità parziale, non sempre chiara e coerente, e che solamente in seguito si svelerà nella sua completezza. Viene affrontato il tema del bullismo, attraverso le vicende e le scelte passate e presenti della giovane e le ripercussioni che esse hanno sulla sua vita, così come quello dell’iniziazione sessuale degli adolescenti per sentirsi più accettati dai coetanei (come nel caso di Silvia) e quello della discriminazione subita da Sana per la sua scelta religiosa.

Il punto di forza di questa serie è la sua natura genuina e realistica: a differenza infatti di quelle per adolescenti che si trovano su Netflix, dove si verifica piuttosto spesso l’estremizzazione di tematiche e comportamenti a tal punto da snaturarli, indebolendo quindi l’immedesimazione dello spettatore in quello che accade, qui si ha invece una rappresentazione di vita quotidiana, di avvenimenti comuni, dello scorrere di vite di giovani ragazzi che potrebbero appartenere a una qualsiasi scuola italiana e che attraversano le criticità che tutti anche solo parzialmente affrontano in questo periodo. Non c’è alcun tentativo di marcatura eccessiva sui temi presentati, e quindi possono essere sentiti e apprezzati per come essi si mostrano nella vita reale, per come si potrebbero sperimentare sulla propria pelle tutti i giorni, ed è proprio questo che fa la differenza rispetto alle molte altre serie in circolazione.

Con la loro interpretazione gli attori mettono in scena personaggi credibili, dal carattere imperfetto e dotato di più sfaccettature, luci e ombre. Non sono i tipici teenagers trasgressivi che compiono azioni sconsiderate senza una logica, ma si dimostrano invece ragazzi comuni che vivono le loro incertezze e i loro timori, non sempre avendo la possibilità di esprimerli.

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Un altro elemento molto importante per la serie è stato la sua interattività sui social e il rapporto stretto con gli spettatori: la scelta di pubblicare sul sito ufficiale delle clip in momenti specifici della settimana, che poi sono andate assemblandosi per formare gli episodi veri e propri, hanno consentito un coinvolgimento del pubblico molto più attivo e in diretta, grazie anche alle storie pubblicate dai profili simulati dei personaggi su Instagram, creando un’opera per certi aspetti viva e in continua crescita.

Le colonne sonore scelte sono veramente azzeccate, specialmente nella seconda stagione (come vi dirò in seguito nell’articolo apposito) e creano l’atmosfera perfetta per i momenti mostrati. Lo stesso discorso vale per i paesaggi e la scenografia in generale: i luoghi presi per le scene sembrano essere sempre misurati in base alla situazione e all’emozione che viene trasmessa attraverso i dialoghi o gli avvenimenti, come ad esempio le case scelte per le feste, addobbate a dovere e molto caratteristiche.

Una prodotto che funziona perché non fa ricorso a voli pindarici o a follie narrative per stupire lo spettatore, scegliendo piuttosto di raccogliere quello che si può ottenere dall’osservazione della vita vera, così complessa e imperfetta da risultare da sola affascinante e suggestiva, e quindi senza inutili fronzoli.

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