Separazione

Buon pomeriggio,

oggi ho deciso di condividere una poesia di alcuni anni fa e piuttosto differente dalle altre. È molto breve e dallo stile ermetico: una terzina di versi slegati a livello metrico e con un’anafora negli ultimi due versi.

Il titolo aiuta a comprendere il significato di ciò che è scritto: Separazione indica il distacco, lo strappo, la divisione di due realtà che prima erano unite in un’unica essenza. Essa quindi rappresenta un momento nel quale ci si allontana dalle proprie abitudini e dalle proprie convinzioni. In questo caso essa è intesa come necessario momento di solitudine, di cancellazione di sé non solo rispetto all’ambiente circostante, ma anche per quanto riguarda i nostri sentimenti, i ragionamenti che rimbombano nella nostra mente e le costanti preoccupazioni che non ci lasciano respirare.

Si tratta di un gesto sentito e improvviso, per affrontare attraverso la fuga un momento di incomprensione, per avere la possibilità di svuotare la testa dai pensieri soffocanti. Non è però una fuga fisica, quanto piuttosto figurata, che risponde a un senso di inadeguatezza e di disagio nei confronti di se stessi e degli altri che si insinua con crescente prepotenza nella vita quotidiana, isolando la persona in una bolla protettiva, per quanto fragile, dove può ricostruire la propria integrità e interiorità, oppure decidere di non riconoscersi più in quella che è stata fino a quel momento la sua vita, scegliendo un eremitaggio insensibile agli avvenimenti di tutti i giorni e trovando conforto in un limbo di pensieri e riflessioni solitari.

Parla del fascino di disperdersi come foglie nel vento, dell’immaterialità dei nostri desideri e delle nostre paure, del contrasto che talvolta nasce tra ciò che vorremmo rappresentare e ciò che invece ci rendiamo contro di essere, dell’incomunicabilità che si manifesta con gli altri e dell’impossibilità di una soluzione, di un incontro che possa dissipare qualunque infelicità. È la scelta estrema di chi decide di diventare tutto e niente, di essere nessuno e quindi di potersi moltiplicare in mille altre versioni di se stesso, nessuna  delle quali comunque corrispondente al proprio vero Io.

Buon proseguimento della giornata e buona lettura.

– Mattia

separazione (1)

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