Primavera di pietra

Buon pomeriggio e buon 2019 a tutti!

La poesia di oggi, Primavera di pietra, immagina un uomo che, durante il passaggio tra la sera e la notte, diventa preda del paesaggio che lo circonda e della sensazione di sconforto che provoca in lui. In un ambiente presumibilmente tra l’autunno e l’inverno, egli si chiede dove siano finiti i momenti felici, l’Amore e la gioia che esso porta con sé: legge attraverso la natura l’aridità dei sentimenti che colgono lui e tutto ciò che lo circonda. 

In questo caso si ha un parallelismo tra l’alternarsi delle stagioni e quello dei sentimenti: l’autunno e l’inverno comunicano un amore che è scomparso, lasciando un vuoto tale da far perdere la speranza di una nuova primavera, ovvero la possibilità di un nuovo inizio, di una rinascita. I ricordi e le promesse sfumano, assieme al loro significato (parole di carta), e la vita perde forma, ammutolendo e sbiadendo verso la notte, che avvolge e assorbe ogni cosa. L’uomo non riceve alcun soccorso o conforto dalla natura, che si limita a proseguire lungo la sua strada, pur specchiando il suo dolore e i suoi timori. Egli, di conseguenza, si sente come un involucro vuoto, in balia del tempo e degli eventi, incapace di opporsi.

Rimangono solamente domande ad aleggiare nell’aria fredda, consapevoli che non otterranno mai risposta.

Buona serata e buona lettura.

– Mattia

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