Recensione: Il racconto dell’ancella – Margaret Atwood

Buon pomeriggio a tutti e buona domenica!

Per questa giornata ho deciso di aprire una delle rubriche che saranno presenti in questo blog e che si alterneranno durante i fine settimana: La Bottega d’Opinione, che tratterà di recensioni, sia di libri che di altre opere, come film e serie televisive.

Buon proseguimento della giornata e buona lettura.

– Mattia

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Il racconto dell’ancella (in lingua originale The Handmaid’s Tale), è un romanzo distopico scritto dall’autrice canadese Margaret Atwood.

Verso la fine del Ventesimo secolo, le potenze mondiali sono distrutte dai conflitti e devastate dalle armi nucleari e chimiche utilizzate. Il malcontento negli Stati Uniti, dove si è raggiunto un tasso di crescita della popolazione pari a zero, ovvero il numero di nascite è arrivato ad equipararsi a quello delle morti, conduce a un colpo di Stato, rovesciando il governo e instaurando la Repubblica di Galaad.

In questa società, di stampo profondamente religioso e maschilista, la donna vede annullarsi rapidamente tutte le libertà: le viene impedito di possedere un conto in banca, di lavorare e non può agire autonomamente senza il permesso, talvolta perfino scritto, di un uomo. Vengono bloccati i mezzi di trasporto per impedire la fuga dal Paese e vengono catturate le donne ancora fertili dopo la catastrofe nucleare, per essere istruite in appositi Centri e diventare così le cosiddette Ancelle, con il compito di svolgere quello che viene definito il destino biologico di una donna, ovvero garantire una succesione naturale alle élites della società attraverso la procreazione.

_Esiste più di un genere di libertà_ diceva zia Lydia, _La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell'anarchia, c'era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottova

Al vertice di questa Repubblica si trovano i Comandanti, uomini che detengono le più importanti cariche governative; troviamo poi gli Angeli, militari al servizio dello Stato, le Mogli, donne sposate con i Comandanti o con gli Angeli ma che non possono avere figli in quanto sterili, le Marte, ovvero le serve, i Custodi, corrispettivo maschile delle prime e ai quali non è consentito avere rapporti con donne, gli Occhi, componenti della polizia segreta, le Zie, responsabili del rigore morale delle Ancelle e incaricate di istruirle nei Centri, e le Economogli, donne feconde sposate con uomini di ceto inferiore e aventi il compito di curare casa e figli.

La protagonista della vicenda è Difred, nome assegnatole assieme al suo incarico (le Ancelle prendono infatti il nome del Comandante al quale sono consegnate, aggiungendo il prefisso di come affermazione del possesso). Attraverso lei vediamo la situazione in cui si trova, alternandola a ricordi di come fossero gli Stati Uniti prima di Galaad: lei era sposata con un uomo divorziato, Luke, con il quale aveva avuto anche una bambina. Avevano provato a fuggire in Canada ma, scoperti, erano stati catturati, e lei era stata mandata al Centro Rosso, dove aveva incontrato nuovamente Moira, sua amica, ed era venuta a conoscenza del suo destino. Arrivata nella casa assegnatale, era iniziata ufficialmente la sua nuova vita, punto da cui parte il romanzo, tra intrighi, segreti, paura e lunghi momenti d’inerzia.

Questo romanzo, scritto nel 1985, mette in evidenza una società che, devastata dai continui conflitti e lacerata dall’infelicità diffusa, si risveglia, desiderosa di un ritorno a un passato sotto certi aspetti medioevale, dove le donne perdono ogni indipendenza. Lo scenario di partenza da cui si giunge poi al colpo di Stato non è molto differente da quello odierno, ed è proprio questo l’aspetto inquietante: il rapidissimo sconvolgimento degli eventi mostra come sia possibile rovesciare un sistema, infragilito da agenti interni ed esterni, a favore di un totalitarismo monoteocratico dove non si ha la minima libertà di espressione e la vita è pilotata nei suoi minimi aspetti.

L’opera, tramite gli occhi di Difred, denota un ritmo variabile a seconda della situazione: dall’incedere lento e frustrante delle sue giornate vuote, dove tenta di osservare il mondo dalla minuscola apertura della finestra della sua camera, all’amara disillusione dovuta all’inevitabilità degli eventi, che provoca un’impotente rabbia, come ad esempio nel caso della Cerimonia, evento a cadenza mensile durante il quale, dopo la lettura del passaggio della Bibbia dove si descrive la vicenda di Rachele, l’Ancella ha un rapporto sessuale con il Comandante, mentre si trova con la testa tra le gambe aperte della Moglie, la quale tiene le braccia della prima sollevate e tirate verso di sé, assistendo alla scena, che si tratta a tutti gli effetti di uno stupro; o ancora all’incalzante frenesia dei momenti di concitazione emotiva, dove teme per la sua incolumità in seguito alle sue scelte e alle situazioni in cui cade.

La giovane donna si rivela un personaggio molto riflessivo, capace di fornire una prospettiva critica a quello che la circonda e alle condizioni in cui le Ancelle vivono, talvolta con una nota cinica e aspra. Nel suo raccontare in modo alternato ricordi e presente, arriva a fondere i due tempi, unendo eventi e sensazioni.

La scrittrice, mediante il suo romanzo, ci permette di ragionare sulla contrapposizione tra libertà e sicurezza: descrive come la protezione delle Ancelle sia maggiore con la Repubblica, dove vengono difese e nutrite in maniera soddisfacente, mostrando però il prezzo pagato, ovvero l’assoggettamento, la violenza e il silenzio. E il discorso si può estendere a tutta la società: sebbene infatti la vita sia considerabile più serena e regolare, ogni cittadino è costantemente monitorato ed è schiacciato nel suo ruolo, senza possibilità di rivalsa o di miglioramento della sua condizione.

La permeazione della religiosità nella vita comune e il suo divenirne elemento fondante mettono in luce il subdolo sfruttamento delle massime impartite dalla Bibbia per confutare le proprie tesi e indicare il modello di moralità da seguire: è il caso delle Zie, che impartiscono, se necessario anche con punizioni corporali, lezioni alle Ancelle che non rispettano le regole, rifacendosi continuamente a citazioni del testo circa l’umiltà, la bontà d’animo e il senso di sacrificio volto al bene dell’umanità intera. Questo può essere visto come critica verso l’utilizzo inadeguato dei testi religiosi, o dei testi in generale, molto spesso utilizzati nella società odierna a proprio piacimento, tagliando e aggiustando le parti presenti in modo da far quadrare un ragionamento, e utilizzare l’ufficialità della fonte come barriera invalicabile per ogni differente opinione, rendendo impossibile il confronto.

Un’opera che racchiude un messaggio di allerta e di timida speranza attraverso le mute ribellioni, costituite da piccoli gesti apparentemente isignificanti ma dal forte impatto e valore. Utile per ragionare su temi che potrebbero risultare inizialmente scontati, ma che invece vengono talvolta sottovalutati, come l’affermazione della donna nella società al pari dell’uomo, il legame tra vita quotidiana e religione, il possesso del proprio corpo, la maternità e in generale la libertà di scelta, contrapposta a un controllo oppressivo, mascherato come desiderio di protezione, preservazione e salvezza universale.

Sotto il Suo occhio.

nolite te bastardes carborundorum

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