Commiato (Farewell)

(English version below)

Buongiorno e ben ritrovati (dopo un bel po’ di tempo) con un nuovo di articolo, in questo caso una poesia, che come potete vedere dal titolo si chiama Commiato.

Prima di inoltrarci in discorsi vari, rinnovo il mio invito a seguirmi sui social: lo faccio perché sebbene la mia assenza qui sia stata prolungata e in generale passi molto tempo tra un articolo e l’altro, in verità sugli altri social sono più attivo (in particolare Instagram, dove pubblico anche mini-recensioni e aggiornamenti di lettura).

Quindi, se non volete perdervi le mie novità finché non pubblico nuovi articoli qui, vi lascio sotto alcuni riferimenti ai miei account (li potete trovare anche nella sezione Contatti):

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Detto questo, cominciamo: lo schema è lo stesso della scorsa volta, quindi troverete prima il testo della poesia e in seguito il commento.

Buona giornata e, soprattutto, buona lettura.

– Mattia


I temi in questo caso sono la perdita e la mancanza, affrontati precedentemente in altre poesie (come T’ho visto madre la scorsa notte): si tratta di una perdita sviluppata su più livelli, perché può essere intesa come abbandono della figura in questione (nel testo si fa riferimento a una donna, sebbene la figura possa anche rappresentare un simbolo a cui associare ciò che meglio aderisce al proprio pensiero), così come una semplice “fuga” nella notte, per diletto e spirito d’avventura (come un amante che si allontana silenziosamente, citando il testo), oppure ancora come lutto, cioè il commiato ultimo di una persona che viene a mancare, abbandonando la vita e tornando a essere parte della natura.

L’elemento delle stelle ad esempio è espresso all’inizio e ripreso alla fine, la seconda volta assorbite dal paesaggio (mentre prima “ricamavano” i capelli della donna) per simboleggiare l’unione che lei ha compiuto con la natura dissolvendosi e, in un certo senso, diluendosi con l’ambiente, divenendo parte di esso (ogni cosa è tuo manifesto è l’indicatore di quest’ultimo aspetto). Questa sua fusione provoca una sorta di eco percettivo: sebbene noi ci sia più, si riesce a sentirne la traccia nell’atmosfera, in parallelo a un sentimento di familiarità dentro la persona stessa (qui dentro e tutt’intorno), che non è pronta a recidere quel contatto.

La figura del gufo, prima silenzioso, indica infine la rottura con il passato, una sorta di annuncio tetro che taglia definitivamente quello che prima era e ora non c’è più, unica manifestazione dello scorrere del tempo in seguito a questa perdita.


(English version)

Good morning and welcome back, after quite a long time, with a new article, in this case a poem named Farewell, as you can see in the title.

Before we get to the discussion I would like to renew my invitation to follow me on the other socials: I do this because even though I have been missing here for weeks, I am actually much more active on the other media (especially Instagram, where I even publish quick reviews and updates on my readings).

So, if you do not want to miss my updates until I publish new articles here, I leave you here below the reference of my accounts (you can also find them in the section Contacts in the main page)

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This said, let’s begin: the scheme is the same as last time, so you will first find the text of the poem and next the comment.

Have a great day and, most important, enjoy your reading.

– Mattia

The topics in this poem are loss and missing, already faced in other poems (such as T’ho visto madre la scorsa notte): it stands for a type of loss on different levels, because it can mean the abandonment of the figure described (in this case a woman, even though it could easily be just a symbolic element to associate with whatever feels closer to our thoughts), or even just a night-time adventure to escape and enjoy the run, or again as a mourning, the last farewell of a person that is no longer, who gave up on life and became a part of the nature again.

Stars for example are used at the beginning of the poem and they are used again at the end of it, this time as a part of the landscape (while previously they embroidered her hair) to symbolize the union between her and nature, her vanishing and, in a way, diluting with the enviroment, becoming a part of it(everything is your expression is the indicator of this aspect). This fusion provokes a kind of sensorail echo: even though she is not there anymore, there is a trace of here in the atmosphere, in parallel with a feeling of familiarity in the person himself (here inside and all around), who is not ready to cut this contact.

Lastly, the howl, which was previously silent, is a syambol for the break with the past, a sort of dark announcement of what is no longer, only sign of the passing of time after this loss.

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